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Le definizioni sono sempre delle approssimazioni: descrivono un servizio, ma non ne inventano di nuovi. Fino ai tardi anni ’90 telemarketing, field marketing, Public Relation e advertising erano tecniche sfruttate dalle agenzie pubblicitarie per offrire un servizio di qualità. 

La situazione oggi non è poi molto differente. 

Le definizioni però sembrano aver preso il sopravvento sulla sostanza, il risultato? Una grande confusione. Omni-channel, Phygital Marketing, Transmedia Storytelling, Marketing Antropologico e Human-centered Design. Tutti termini che tentano di afferrare senza successo quella Henry Jenkins ha definito una convergenza dei mezzi di comunicazione, online ed offline. 

Pensate a brand come  Matrix o Lego, Halo il celebre videogioco, oppure Star Wars: oltre a film, giocattoli e videogames sono stati scritti libri, organizzati eventi, girate serie tv e prodotto ogni tipo di merchandising, il tutto strutturato intorno una sola strategia di marketing, un tronco da cui si dipartono le varie ramificazioni.

Omni-channel, phygital o transmediale — questo è marketing del marketing, ma la sostanza non cambia: la strategia è la scienza del muoversi a prescindere dal terreno su cui ci si trova.

Facebook ad esempio ora permette di monitorare gli acquisti in negozio, mentre Lea, azienda specializzata nel supporto di eventi, ha creato una app che permette di comprare i biglietti di mostre e concerti via Messenger. Tendenze che paiono contrastanti, ma in realtà vanno nella stessa direzione e possono essere intercettate da un piano comune.

Non bastasse, pensate ai consumatori che nel 2020 rappresenteranno più del 40% della domanda sul mercato mondiale: stando ad una ricerca di PwC infatti, i ragazzi della cosiddetta generazione Z, nati fra il 1998 e il 2016, pur essendo la prima, vera generazione digitale a tutti gli effetti, preferiscono ancora acquistare nel negozio fisico.

Considerato poi che molti di questi ragazzi hanno adorato Pokemon-go, spalancando una finestra sulle applicazioni mobile del futuro e l’enorme potenziale del passaparola via WhatsApp e Telegram, il quadro inizia a delinearsi con chiarezza.

Il digitale non segna la fine dei rapporti a tu per tu col cliente, ne è l’estensione. Così diventa necessario sapersi spostare su diversi canali come nomadi, seguendo la target audience individuata, combinando presenza online e fisica per creare e facilitare molteplici occasioni di contatto ed interazione.

I social dopotutto sono reti di relazioni: per promuovere un brand con risultati a lungo termine, quali aumento dei profitti e fidelizzazione, una strategia di marketing deve saper comunicare con successo la proposizione di valore di un’azienda, sia commerciale che culturale.

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Sitografia di riferimento

Apps  events  Music  concerts Lea’s live event assistant for Messenger makes buying tickets easier – Tech Crunch

Monitoraggio delle conversioni offline – Facebook Help.

Gen Z has a completely different shopping preference from millennials — and it’s good news for retail – Business Insider

What Pokemon Go Teaches Us About Generation Z – Media Post

What Is Generation Z, And What Does It Want? – Fast Company

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